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Aprile 2010
Perché
è necessario un
cambiamento nel
Locarnese ?
Nel Locarnese
cambiamento già iniziato
alla periferia
Nel Locarnese il
cambiamento
è già iniziato : attorno
all’agglomerato urbano
si sono già concluse
diverse aggregazioni nel
Gambarogno, In
Valmaggia, in Val
Onsernone e nelle
Centovalli che han
ridotto da 33 a
7 il numero dei
Comuni interessati. E’
solo nell’agglomerato
urbano che la Bella
Addormentata continua a
dormire…
Due petizioni
lanciate non per
interessi egoistici
Era stato proprio per
poter dibattere con
cognizione di causa
che il movimento del
Guastafeste, con
l’appoggio di alcuni
cittadini , il 4
novembre del 2002
aveva lanciato una prima
petizione che chiedeva
uno studio
sull’aggregazione dei
Comuni del Circolo delle
Isole : ed è proprio
grazie a questa
petizione che gli
abitanti di Losone,
Ascona, Brissago e Ronco
avranno la possibilità
di decidere il loro
destino votando sul
progetto di aggregazione
di questi 4 Comuni.
Se avessimo lanciato
adesso la petizione, con
le finanze disastrate
che Losone si
ritrova, potrei capire
che ad Ascona, o a Ronco
o anche a Brissago gli
avversari
dell’aggregazione
potrebbero pensare che
questa sia una mossa
dettata da
considerazioni
opportunistiche, per
risanare le finanze
losonesi.
Per questo motivo ci
tengo a ricordare che
quando la petizione
venne lanciata,
Losone era ancora un
paradiso fiscale, perché
il moltiplicatore
d’imposta ammontava al
65% ed era
probabilmente il più
basso del comprensorio.
Non fu dunque per
motivi egoistici che
lanciammo quella
petizione, ma perché
convinti che i tempi
erano ormai maturi per
promuovere un serio
dibattito sulle
aggregazioni
nell’interesse di tutta
la regione e di tutti i
Comuni, ricchi e poveri.
Tant’è vero che poi
nella primavera del 2005,
in collaborazione con
due piccoli movimenti
politici (Sensogiovane e
Muralto Viva) lanciammo
la seconda petizione che
chiedeva uno studio per
l’aggregazione dei
Comuni della Sponda
sinistra della Maggia
(sulla quale pure si
voterà nei prossimi
mesi)
Perché
avevamo lanciato le due
petizioni ?
Perché ritenevamo
che i tempi erano maturi
per un cambiamento ?
-
Eravamo stufi per
i tempi lunghissimi
per i progetti
regionali
con ritardi e
affossamenti di
progetti
importanti
(Casinò, Sala
congressi, sala
concerti,
palafestival, museo
del territorio,
prolungamento
galleria
Cantonaccio,
passerella pedonale
ciclabile sulla
Maggia , la Tenda di
Botta ad Ascona, la
copertura della
Siberia , lo stesso
Centro balneare
regionale per il
quale ci sono voluti
15 anni ecc.) : con
un Comune unico i
tempi decisionali
sono molto più
rapidi , o per il SI
o per il NO
-
Eravamo stufi per
gli eccessivi litigi
fra Municipi e
Comuni
per decidere dove
fare le opere e come
ripartire i costi
(ciascuno pensando
al proprio orticello
e discutendo per
anni sulla chiave di
ripartizione delle
spese di costruzione
e di gestione), con
perdite di tempo
e di energie.
Con un’aggregazione
dei Comuni si
aumenta l’autonomia
finanziaria ed
è lo stesso dove
un’opera vien
ubicata perché
gli introiti
finiscono nello
stesso calderone e
anche i costi sono
ripartiti in modo
uniforme su tutta la
popolazione
-
Eravamo stufi di
sentir dire che
bisognava puntare
sulla collaborazione
regionale
: quando era sotto
gli occhi di tutti
che questa tanto
declamata
collaborazione solo
raramente aveva
funzionato (il
Centro balneare
regionale è uno di
questi rari esempi :
ma quanti anni ci
son voluti per
mettere d’accordo 21
Comuni ? e poi per
realizzarlo si è
dovuta costituire
una Società anonima,
che è una soluzione
poco democratica)
-
Eravamo stufi di
assistere allo
spreco di risorse
umane e finanziarie
per certi doppioni
nei servizi, negli
investimenti, nel
personale
(es. oggi abbiamo un
esercito di 363
municipali e
consiglieri comunali
per governare 42’000
abitanti sparsi in
11 Comuni, con 11
palazzi comunali, 11
segretari comunali,
11 vicesegretari, 11
capotecnici ,
svariate aziende
AAP, svariati corpi
di polizia comunale
che operano
separatamente e
garantendo a stento
– non dappertutto –
un servizio 24 h su
24 ecc.)
-
Ed eravamo stufi di
sentir dire da
sindaci e
municipali che
“i tempi per
un’aggregazione non
erano maturi”
à
ma come facevano a
saperlo se nessuno
si decideva a
chiederlo ai
cittadini ?
Proprio per dare voce a
questi cittadini e
lasciar decidere a loro
se i tempi erano o no
maturi abbiamo lanciato
le due petizioni, e
penso proprio che
nessuno – neppure gli
avversari delle
aggregazioni – ci possa
rimproverare per questa
scelta democratica.
Sondaggio : i
tempi sono maturi
I risultati del
sondaggio promosso dal
Cantone, resi noti alla
fine del gennaio scorso,
hanno messo in evidenza
che per una fetta
importante degli
abitanti del Locarnese
i tempi per
un’aggregazione in un
modo o nell’altro sono
maturi checché ne
pensino i politici che
da anni dicono il
contrario, e globalmente
i favorevoli superano i
contrari, anche se vi
sono ancora molti
indecisi
I risultati di questo
sondaggio mi
suggeriscono le seguenti
riflessioni :
DOV’ERANO I PARTITI ?
Quello delle
aggregazioni , che lo si
voglia o no, è il
progetto più importante
per il futuro del
Locarnese. E allora
v’è da chiedersi :
– perché i grossi
partiti storici presenti
nella regione non hanno
mosso un dito per
avviare questo progetto
e hanno mancato
l’appuntamento con la
storia facendosi bagnare
il naso da piccoli
movimenti politici
locali come il
Guastafeste,
Sensogiovane e Muralto
Viva ?
– perché neppure
un Municipio o un
Consiglio comunale ha
chiesto al Cantone di
avviare degli studi di
aggregazione : facoltà
concessa loro dalla
Legge sulle aggregazioni
?
SPARTIZIONE DELLA
TORTA
La conclusione alla
quale sono arrivato io,
e non solo io, è che
ogni Comune è una sorta
di feudo, dove da
decenni il potere è
gestito da persone,
famiglie, partiti e
gruppi di interesse
che si spartiscono la
torta e che per poter
coltivare le loro
ambizioni personali, le
loro poltrone, i loro
interessi elettorali, i
loro privilegi ed i loro
interessi finanziari
devono forzatamente
mantenere diviso e
frazionato il Locarnese,
perché in un Comune più
grande molti di loro non
avrebbero più molta voce
in capitolo e non
riuscirebbero più a:
-
manovrare
appalti e
distribuire favori
ai soliti noti
-
modificare i
Piani regolatori
e le norme di
attuazione per
favorire amici e
speculatori
-
gestire il
business del settore
immobiliare e delle
costruzioni a
vantaggio delle
solite imprese, dei
soliti artigiani,
dei soliti
ingegneri, dei
soliti architetti,
dei soliti notai,
che poi in qualche
modo devono
contraccambiare i
favori ricevuti,
innescando così il
cerchio vizioso del
“do ut des”.
RESPONSABILITA DEI
PARTITI
Ecco perché a mio
giudizio i politici
ed i partiti –
specialmente quelli che
erano e sono al potere
nei vari Comuni , in
particolare il PLR e PPD
– hanno grosse
responsabilità nel
frazionamento della
regione e nel suo
decadimento economico,
perché non han
mosso un dito per
avviare i processi di
aggregazione, con il
pretesto che i tempi non
erano maturi o seminando
timori ingiustificati
fra i cittadini ,
ma in realtà pensando in
primis ai loro
interessi di bottega e
non certo agli interessi
dei cittadini.
CONCLUSIONE
Ecco , perché è
necessario un
cambiamento in
modo da favorire una
nuova mentalità meno
egoista e campanilista e
più regionale e solidale
.
Mi auguro che i
cittadini non
perdano questa occasione
per cambiare le cose e
spazzar via il regime
feudale e clientelare
che da anni impedisce la
crescita della regione.
E mi auguro che anche i
partiti, i Municipi ed i
politici
, dopo gli errori e le
ambiguità del passato,
sfruttino quest’ultima
occasione per
agganciare il treno
della storia che si è
già messo in moto ,
sostenendo
apertamente e con
determinazione i due
progetti di aggregazione
al di qua e al di là
della Maggia .
Giorgio Ghiringhelli
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