maximios Author
Published: Novembre 14, 2019
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In: Uncategorized


MOTIVAZIONI
DEL GUASTAFESTE PER LE
AGGREGAZIONI NEL
LOCARNESE
LA LUNGA BATTAGLIA DEL
GUASTAFESTE A FAVORE
DELLE AGGREGAZIONI NEL
LOCARNESE


Aprile 2010
 




Perché 
è necessario un
cambiamento nel
Locarnese ?
 




Nel Locarnese
cambiamento già iniziato
alla periferia
 


Nel Locarnese il
cambiamento
è già iniziato : attorno
all’agglomerato urbano
si sono già concluse
diverse aggregazioni nel
Gambarogno, In
Valmaggia, in Val
Onsernone e nelle
Centovalli che han
ridotto da 33 a
7 il numero dei
Comuni interessati. E’
solo nell’agglomerato
urbano che la Bella
Addormentata continua a
dormire…
 


Due petizioni
lanciate  non per
interessi egoistici
 


Era stato proprio per
poter dibattere con
cognizione di causa

che il movimento del
Guastafeste, con
l’appoggio di alcuni
cittadini , il 4
novembre del 2002

aveva lanciato una prima
petizione che chiedeva
uno studio
sull’aggregazione dei
Comuni del Circolo delle
Isole : ed è proprio
grazie a questa
petizione che gli
abitanti di Losone,
Ascona, Brissago e Ronco
avranno la possibilità
di decidere il loro
destino votando sul
progetto di aggregazione
di questi 4 Comuni.
 


Se avessimo lanciato
adesso la petizione, con
le finanze disastrate
che  Losone si
ritrova, potrei capire
che ad Ascona, o a Ronco
o anche a Brissago gli
avversari
dell’aggregazione
potrebbero pensare che
questa sia una mossa
dettata da
considerazioni
opportunistiche
, per
risanare le finanze
losonesi.
 


Per questo motivo ci
tengo a ricordare che
quando la petizione
venne lanciata,
Losone era ancora un
paradiso fiscale, perché
il moltiplicatore
d’imposta ammontava al
65%
ed era
probabilmente il più
basso del comprensorio.
 


Non fu dunque per
motivi egoistici
che
lanciammo quella
petizione, ma perché
convinti che i tempi
erano ormai maturi per
promuovere un serio
dibattito sulle
aggregazioni
nell’interesse di tutta
la regione e di tutti i
Comuni, ricchi e poveri.
 


Tant’è vero che poi
nella primavera del 2005
,
in collaborazione con
due piccoli movimenti
politici (Sensogiovane e
Muralto Viva) lanciammo
la seconda petizione che
chiedeva uno studio per
l’aggregazione dei
Comuni della Sponda
sinistra della Maggia
(sulla quale pure si
voterà nei prossimi
mesi)
 
 


Perché 
avevamo lanciato le due
petizioni  ?
 


Perché  ritenevamo
che i tempi erano maturi
per un cambiamento ?
 


  1. Eravamo stufi per
    i tempi lunghissimi
    per i progetti
    regionali

    con ritardi e
    affossamenti di
    progetti  
    importanti

    (Casinò, Sala
    congressi, sala
    concerti,
    palafestival, museo
    del territorio,
    prolungamento
    galleria
    Cantonaccio,
    passerella pedonale
    ciclabile sulla
    Maggia , la Tenda di
    Botta ad Ascona, la
    copertura della
    Siberia , lo stesso
    Centro balneare
    regionale per il
    quale ci sono voluti
    15 anni ecc.) : con
    un Comune unico i
    tempi decisionali
    sono molto più
    rapidi , o per il SI
    o per il NO

 


  1. Eravamo stufi per
    gli eccessivi litigi
    fra Municipi e
    Comuni

    per decidere dove
    fare le opere e come
    ripartire i costi

    (ciascuno pensando
    al proprio orticello
    e discutendo per
    anni sulla chiave di
    ripartizione delle
    spese di costruzione
    e di gestione), con
    perdite di tempo
    e di energie.   

    Con un’aggregazione
    dei Comuni si
    aumenta l’autonomia
    finanziaria
    ed
    è lo stesso dove
    un’opera vien
    ubicata
    perché
    gli introiti
    finiscono nello
    stesso calderone e
    anche i costi sono
    ripartiti in modo
    uniforme su tutta la
    popolazione

 
 
 


  1. Eravamo stufi di
    sentir dire che
    bisognava puntare
    sulla collaborazione
    regionale

    : quando era sotto
    gli occhi di tutti
    che questa tanto
    declamata
    collaborazione solo
    raramente aveva
    funzionato (il
    Centro balneare
    regionale è uno di
    questi rari esempi :
    ma quanti anni ci
    son voluti per
    mettere d’accordo 21
    Comuni ? e poi per
    realizzarlo si è
    dovuta costituire
    una Società anonima,
    che è una soluzione
    poco democratica)


     


  1. Eravamo stufi di
    assistere allo
    spreco di risorse
    umane e finanziarie
    per certi doppioni
    nei servizi, negli
    investimenti, nel
    personale
     
    (es. oggi abbiamo un
    esercito di 363
    municipali e
    consiglieri comunali
    per governare 42’000
    abitanti sparsi in
    11 Comuni, con 11
    palazzi comunali, 11
    segretari comunali,
    11 vicesegretari, 11
    capotecnici ,
    svariate aziende
    AAP, svariati corpi
    di polizia comunale
    che operano
    separatamente e
    garantendo a stento
    – non dappertutto –
    un servizio 24 h su
    24 ecc.)

 


  1. Ed eravamo stufi di
    sentir dire da
    sindaci e
    municipali  che



    “i tempi per
    un’aggregazione non
    erano maturi”



    à

    ma come facevano a
    saperlo se nessuno
    si decideva a
    chiederlo ai
    cittadini ?

 
 


Proprio per dare voce a
questi cittadini e
lasciar decidere a loro
se i tempi erano o no
maturi abbiamo lanciato
le due petizioni, e
penso proprio che
nessuno – neppure gli
avversari delle
aggregazioni – ci possa
rimproverare per questa
scelta democratica.
 
 
 


Sondaggio : i
tempi sono maturi
 


I risultati del
sondaggio promosso dal
Cantone, resi noti alla
fine del gennaio scorso,
hanno messo in evidenza
che per una fetta
importante degli
abitanti del Locarnese
i tempi per
un’aggregazione in un
modo o nell’altro sono
maturi
checché ne
pensino i politici che
da anni dicono il
contrario, e globalmente
i favorevoli superano i
contrari, anche se vi
sono ancora molti
indecisi
 


I risultati di questo
sondaggio  mi
suggeriscono le seguenti
riflessioni :

 


DOV’ERANO I PARTITI ?


Quello delle
aggregazioni , che lo si
voglia o no, è il
progetto più importante
per il futuro del
Locarnese
. E allora
v’è da chiedersi :

 


– perché i grossi
partiti storici presenti
nella regione non hanno
mosso un dito per
avviare questo progetto
e hanno mancato
l’appuntamento con la
storia facendosi bagnare
il naso da piccoli
movimenti politici
locali
come il
Guastafeste,
Sensogiovane e Muralto
Viva ?


– perché  neppure
un Municipio o un
Consiglio comunale ha
chiesto al Cantone di
avviare degli studi di
aggregazione : facoltà
concessa loro dalla
Legge sulle aggregazioni
?

 


SPARTIZIONE DELLA
TORTA

 


La conclusione alla
quale sono arrivato io,
e non solo io, è che
ogni Comune è una sorta
di feudo, dove da
decenni il potere è
gestito da persone,
famiglie, partiti e
gruppi di interesse

che si spartiscono la
torta e che per poter
coltivare le loro
ambizioni personali, le
loro poltrone, i loro
interessi elettorali, i
loro privilegi ed i loro
interessi finanziari
 
devono forzatamente
mantenere diviso e
frazionato il Locarnese
,
perché in un Comune più
grande molti di loro non
avrebbero più molta voce
in capitolo e non
riuscirebbero più a:

 


  • manovrare 
    appalti e
    distribuire favori

    ai soliti noti

  • modificare  i
    Piani regolatori

    e le norme di
    attuazione
    per
    favorire amici e
    speculatori

  • gestire il
    business del settore
    immobiliare e delle
    costruzioni
    a
    vantaggio delle
    solite imprese, dei
    soliti artigiani,
    dei soliti
    ingegneri, dei
    soliti architetti,
    dei soliti notai,
    che poi in qualche
    modo devono
    contraccambiare i
    favori ricevuti, 
    innescando così il
    cerchio vizioso del
    “do ut des”.

 


RESPONSABILITA DEI
PARTITI

 


Ecco perché a mio
giudizio i politici 
ed i partiti –
specialmente quelli che
erano e sono al potere
nei vari Comuni , in
particolare il PLR e PPD

–  hanno grosse
responsabilità nel
frazionamento della
regione e nel suo
decadimento economico,
 perché non han
mosso un dito per
avviare i processi di
aggregazione, con il
pretesto che i tempi non
erano maturi o seminando
timori ingiustificati
fra i  cittadini ,
ma in realtà pensando in
primis ai loro 
interessi di bottega e
non certo agli interessi
dei cittadini.

 


CONCLUSIONE

 


Ecco , perché è
necessario un
cambiamento  in
modo da favorire una
nuova mentalità meno
egoista e campanilista e
più regionale e solidale
.

 


Mi auguro che i
cittadini  non
perdano questa occasione
per cambiare le cose e
spazzar via il regime
feudale e clientelare
che da anni impedisce la
crescita della regione.

 


E mi auguro che anche i
partiti, i Municipi ed i
politici



, dopo gli errori e le
ambiguità del passato,
sfruttino quest’ultima
occasione
per
agganciare il treno
della storia che si è
già messo in moto
,
sostenendo 
apertamente e con
determinazione i due
progetti di aggregazione
al di qua e al di là
della Maggia .

 
 


                                                                         
Giorgio Ghiringhelli

 



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