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Giorgio Ghiringhelli
Losone, 5 dicembre 2005
Via Ubrio 62
6616 Losone
Limposta
patriziale non è obbligatoria, ma non tutti lo
sanno
Più trasparenza sulle finanze dei Patriziati
!
Un mio conoscente ha
ricevuto da pagare unimposta patriziale di 40
franchi, e mi ha chiesto se è obbligato a
pagarla. Siccome la questione interessa migliaia di patrizi e siccome su
questo tema stranamente vi è carenza di
informazione un po a tutti i livelli, penso di fare cosa utile nel dare
una risposta pubblica, seguita da qualche riflessione. Innanzi tutto va
detto che non tutti i patriziati riscuotono limposta e che tale imposta
, laddove richiesta, varia da patriziato a patriziato. Presupposto
necessario per riscuotere limposta è che la gestione corrente del
preventivo di un anno chiuda con un disavanzo :
quindi i patriziati ricchi o quelli poveri che non fanno il passo più
lungo della gamba non hanno in genere bisogno di prelevare unimposta e
non ne avrebbero neppure il diritto. In caso di disavanzo preventivato,
invece, i patriziati hanno per legge quattro
possibilità per far quadrare i conti : o attingono alla riserva
disponibile in bilancio, o vendono i loro beni patrimoniali ( ma solo in
casi straordinari, e con un occhio agli interessi della comunità), o
riscuotono limposta in tutto o in parte sottoforma di lavoro comune (se
il regolamento patriziale lo prevede) oppure
prelevano per ogni fuoco patriziale unimposta
corrispondente al fabbisogno scoperto ripartito in modo uguale tra i
fuochi. Quindi, ad esempio, se un patriziato che conta 50
fuochi ha un fabbisogno di 100’000 franchi
limposta per ogni fuoco indipendentemente dal reddito – ammonterà a
2’000 franchi e se un patriziato con 500 fuochi ha un fabbisogno di 10’000
franchi, limposta per ogni fuoco ammonterà a 20 franchi. Il
men che si possa dire è che questa imposta (al
contrario invece di quella parrocchiale che è proporzionale al reddito)
non è molto sociale. Ma va pure aggiunto che
nessuno è obbligato a pagarla. Difatti per non
essere assoggettati a questa imposta basta comunicare per iscritto
allufficio patriziale che si intende
rinunciare con effetto immediato allo stato di patrizio ( da notare che
la rinuncia non produce effetti per il coniuge e per i discendenti ) .
Dato che la decisione di prelevare unimposta avviene allatto
di adozione dei conti preventivi ( cioè
solitamente in dicembre) è bene che chi desidera sottrarsi allobbligo del
pagamento eserciti il suo diritto di rinuncia per tempo, cioè prima
dellapprovazione di questi conti.
Visto anche che
prossimamente si voterà sulliniziativa per una diversa ripartizione dei
canoni dacqua lanciata dal Comune di Frasco,
la quale fra laltro chiede di riversare ai patriziati il 5% dei 40
milioni di franchi che oggi il Cantone incassa ogni anno come concessione
dei produttori di energia elettrica, sarebbe
interessante disporre di qualche informazione sulle finanze dei patriziati
e sapere ad esempio quanti e quali dei 220 patriziati esistenti prelevano
unimposta e quanti rinunciano a prelevarla pur avendo i conti in rosso.
Purtroppo
la Sezione
degli enti locali, alla quale abbiamo richiesto questi dati, non ha voluto
fornirceli sia per motivi di opportunità e sia
per la natura delle informazioni che si chiede vengano divulgate
liberamente. Viva la trasparenza e viva linformazione! Dopotutto il
gettito fiscale dei Comuni vien pubblicato sul
Foglio ufficiale : perché dunque non dimostrare
analoga trasparenza anche per quanto riguarda le finanze della lobby dei
patriziati, rendendo noti pure il numero dei fuochi
patriziali e dei patrizi iscritti a registro ? Ecco un genere
di informazioni che sarebbe utile poter leggere
sul nuovo sito internet dellAlleanza patriziale
(www.alleanzapatriziale.ch)
.
Lunica cosa certa è che
lart. 20 della Legge organica patriziale (LOP)
, che consente ai patriziati di riscuotere unimposta, non deve
essere molto messo in pratica. Difatti nel volume di Giovanna Scolari Il
Patriziato ticinese : identità, pratiche
sociali, interventi pubblici (edito nel 2003), il capo della Sezione
degli Enti locali , Mauro De Lorenzi, scrive
chiaramente che questo articolo di legge non trova a livello locale
alcuna applicazione e aggiunge che in una non lontana revisione
parziale della LOP, che già rientra nei programmi della SEL, la questione
introiti sarà oggetto di una valutazione approfondita proprio nellottica
di assicurare a tutti i Patriziati un minimo di risorse finanziarie.
Si va forse verso unimposta obbligatoria ? Vè da chiedersi perché, se
pochi sono i patriziati in difficoltà che riscuotono unimposta, molti
sono invece quelli che per le loro necessità fanno capo al ben più comodo
fondo di aiuto patriziale
(alimentato per metà dallo Stato e per metà dai patriziati ricchi, per un
totale di 700’000 franchi allanno). Non è un controsenso ? Per questo ho
presentato di recente al Gran Consiglio una petizione (riportata sul sito
www.ilguastafeste,ch) con la
quale si chiede non già che tale fondo venga
soppresso o ridotto ma che lo stesso , sul modello del contributo di
livellamento in vigore per i Comuni, sia alimentato solo dai patriziati
ricchi ( i quali possono permettersi di assumersi un onere maggiore visto
che oltretutto non hanno neppure necessità di prelevare imposte) e non più
anche dallo Stato ( che per ogni legislatura risparmierebbe così 1,4
milioni di franchi tolti in prevalenza dalle tasche di cittadini che
patrizi non sono). Se liniziativa di
Frasco dovesse passare, vi sarebbe un motivo
in più per compiere un simile passo
Giorgio
Ghiringhelli, Losone
(patrizio di Bellinzona)
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