maximios Author
Published: Dicembre 1, 2006
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In: Uncategorized

Losone, 29 4.2005

 

Accolto dal CdS un ricorso di Ghiringhelli sull’uso di Piazza Dante per la raccolta
di firme

Più democrazia a Lugano grazie al Guastafeste

 

D’ora innanzi, non certo grazie a qualche
consigliere comunale luganese ma semmai a un consigliere comunale di Losone (!), la centralissima Piazza Dante di Lugano
non potrà più essere concessa con il contagocce a quanti chiederanno
l’autorizzazione a posare una bancarella per la raccolta di firme a favore
di iniziative, referendum o petizioni. E’ questa la novità più importante
scaturita dal braccio di ferro in corso da qualche giorno fra il GG di
Losone (Giorgio Ghiringhelli) e il GG di Lugano (Giorgio Giudici).

 

Come la stampa aveva già riportato, il 18 aprile
scorso avevo inoltrato ricorso contro la decisione del Municipio di Lugano
di autorizzarmi a posare una bancarella solo per 5 giorni in Piazza Dante,
mentre io avevo chiesto di poter disporre della
Piazza a piacimento fino al 27 giugno. Scopo della bancarella era quello
di raccogliere firme a favore dell’iniziativa popolare “Più potere al
popolo con diritti popolari agevolati”, lanciata martedì dal movimento del
Guastafeste e sostenuta da un comitato di 25 persone. Ebbene, a tempo di
record il Consiglio di Stato ha evaso il ricorso
(datato 26 aprile) modificando la decisione del Municipio nel senso di
riconoscere al comitato promotore il diritto di poter posare una
bancarella per tutti i giorni (escluse le domeniche) dalle 10 alle 17 e
dal 27 aprile al 27 giugno, cioè per tutti i due mesi entro i quali
occorrerà trovare le 10’000 firme necessarie alla riuscita
dell’iniziativa.  Ancor prima di partire, insomma, l’iniziativa che
si prefigge di agevolare in Ticino l’esercizio dei diritti popolari ha di fatto già raggiunto un primo importante
successo a favore di chi in futuro raccoglierà firme.

 

Va ricordato che già pochi mesi fa il TRAM aveva accolto un ricorso del Movimento per il
socialismo , al quale il Municipio di Lugano aveva impedito di posare una
bancarella davanti ai locali di voto (in occasione delle  elezioni
comunali) per la raccolta di firme a favore dell’iniziativa popolare “I
soldi ci sono”. Quindi in un certo senso si può dire che il Municipio di quello che dovrebbe essere il
Comune-faro del Cantone è recidivo…. Proprio a
causa di questo suo ripetuto atteggiamento poco democratico, che è fonte
di perdite di tempo e di denaro per i promotori di
iniziativa popolari, assieme al ricorso avevo inviato alle
competenti autorità anche un’istanza d’intervento con la quale chiedevo
che il Municipio venisse richiamato al rispetto dei diritti popolari e
venisse invitato a non abusare del suo potere discrezionale in materia di
utilizzazione del suolo pubblico.  L’istanza
è stata girata dal Servizio ricorsi alla Sezione degli enti locali che
prenderà posizione in merito.

 

Ricordiamo che il Municipio aveva limitato a  soli 5 giorni l’uso della Piazza
per la raccolta di firme con vaghe motivazioni legate a questioni
organizzative di gestione ottimale dell’area pubblica nonché per ragioni
di equità nei confronti di altri utenti.  Dopo aver preso atto
dell’elenco delle manifestazioni in programma per i prossimi mesi il CdS è però giunto alla
conclusione che “contrariamente a quanto sostenuto dall’autorità
comunale, la situazione occupazionale della Piazza non permette di
affermare che la concessione di un’autorizzazione quotidiana alla posa di
una bancarella per la raccolta di firme per un’iniziativa popolare possa
creare dei problemi di ordine
organizzativo” e ciò anche in
considerazione del fatto che l’occupazione del suolo pubblico sarebbe
alquanto limitata “poiché trattasi unicamente della posa di una
bancarella di dimensioni
ridotte”. Inoltre anche il tipo di attività  “non può essere inserito nella
casistica di quelle a rischio
per ciò che attiene alla turbativa
della sicurezza e dell’ordine pubblico”
. Per quanto poi riguarda
l’equità, il CdS ha osservato che “l’agire
municipale non può essere tutelato, nella misura in cui non
possono
indubbiamente essere posti sullo stesso piano
attività
di tipo commerciale rispetto a quelle a scopo ideale quale
è quella oggetto del presente gravame”
. In conclusione, si legge
ancora nella decisione, “se è vero come è vero
che all’autorità comunale deve essere riconosciuto nello specifico ambito
un certo potere discrezionale, è però altrettanto vero che la medesima è
tenuta ad esercitare questo potere nel rispetto dei principi generali del
diritto e dei diritti fondamentali dei cittadini, che non comprendono
soltanto il divieto d’arbitrio e la parità di trattamento, ma anche le

libertà garantite a livello costituzionale”. Nel caso in concreto
le argomentazioni municipali a limitazione dl diritto costituzionale di
cui all’art 37 delle Costituzione federale
“non possono essere tutelate, poiché non fondate su ragioni oggettive e
giustificate da un interesse pubblico preponderante”.

 

 Va rilevato che nel ricorso avevo contestato anche la tassa di cancelleria di 30
franchi emessa dal Municipio per rilasciare la sua autorizzazione  ,
ritenendo inaccettabile una tassa che piccola o grande che sia
 penalizza comunque i diritti popolari.  E difatti, per quel che
mi risulta, Lugano è l’unico Comune del Cantone a richiedere una tassa del
genere a chi raccoglie firme  a favore di
un’iniziativa o di un referendum. Il CdS ha però
respinto la mia richiesta di annullare quella tassa, ritenendo che la
stessa fosse proporzionata al lavoro svolto dalla Cancelleria comunale.
Già, ma che sarebbe successo  (o che
potrebbe succedere in futuro grazie a questo pericoloso precedente) se gli
80 Comuni a cui a titolo cautelativo avevo richiesto un’autorizzazione a
posare una bancarella nei prossimi due mesi avessero emesso una simile
tassa ?  Ecco perché, per una questione di principio,  nei
prossimi giorni valuterò se inoltrare ricorso al TRAM contro quest’ultima decisione che non mi convince per niente.
Il problema potrebbe però anche essere risolto da qualche consigliere
comunale luganese con una mozione che chieda di inserire nel regolamento comunale l’esonero
da qualsiasi tipo di tassa per questo tipo di autorizzazioni…

 

                                                                       
Giorgio Ghiringhelli

 

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